CLASSIC, un movimento per la riflessione clinica e l’approccio al paziente

CLASSIC

un movimento per la riflessione clinica e l’approccio al paziente. La formazione nella letteratura e nella cultura classica intesa come uno stimolo all’approccio umanistico e integrato del paziente.

Si sta comprendendo sempre di più in ambito medico, e quindi in tutte le professioni sanitarie, come lo studio delle materie umanistiche sia tutto fuorché inutile o slegato dai risultati clinici.  L’attenzione alle materie umanistiche può aiutare ad entrare in relazione con il paziente a partire dalla preparazione “etico/umanistica” del clinico.

 osteopatia medicina classico relazione approccio al paziente

In altri articoli parleremo approfonditamente di singoli aspetti relazionali, di comunicazione e di clinica, ma oggi voglio presentare un altro aspetto che viene considerato solamente opzionale in tal senso, ovvero quali sono i presupposti culturali che permettono ad un clinico di sviluppare adeguatamente le abilità umanistiche alla base della relazione terapeutica.1,2,3 L’utilità di tale visione è indiscussa, rimane tuttavia ancora controverso quale possa essere il miglior modo di comunicare e trasmettere tale approccio e visione al clinico. 1,2,3

Anche in un recente articolo apparso su quotidianosanita.it  si è discusso nel contesto del 116 congresso SIMI (Società Italiana di Medicina Interna) del 2016 a Roma  di come un rapporto empatico con il paziente riduca di quattro volte il rischio di ricoveri e aumenti del 34-40% la probabilità di tenere sotto controllo ipercolesterolemia, diabete, e rischio cardiovascolare, riducendo il pericolo di complicanze e perfino lo stress generato dagli esami clinici. La SIMI ha proposto di inserire nel percorso di laurea in medicina e chirurgia un modulo di scienze umane, da affrontare a più riprese nell’arco dei sei anni con l’obiettivo è approfondire temi come bioetica o psicologia clinica.

A nostro avviso e a nostra esperienza e in base ad alcune riflessioni dalla letteratura, emerge che lo sviluppo di adeguate competenze in ambito umanistico e di relazione col paziente non sia un semplice acquisire tecniche di comunicazione, ma anche sviluppare delle doti di etica e di riflessione che sono più complesse, articolate e di lento sviluppo e apprendimento e affondano le radici nello studio della letteratura, della storia e della storia della medicina.4

Questo articolo del mio blog, pertanto è la prima riflessione ufficiale di un nuovo movimento culturale (CLASSIC) che vuole ribadire l’importanza di ciò che sempre più spesso viene considerato superato, passato, ai margini, relegato solo ad appassionati del settore. Citeremo invece nella bibliografia di questo articolo del blog proprio dei testi indicizzati su pubmed, che supportano e confermano come ci possa essere maggior sintesi tra ebm e umanesimo, tra ebm e  “Classic Movement in Medicine” laddove useremo più semplicemente il termine CLASSIC* intendo un acronimo inglese così strutturato:

CLASSICAL

LITERATURE for

ACHIEVEMENT of

SKILLS and

SCIENCE to 

IMPROVE

CARE*

Quali sono i contenuti e le tematiche che vogliono interessare questa visione del clinico?

La formazione pre-clinica e  l’importanza dell’approccio alla storia, alla filosofia e agli studi classici per la definizione del futuro clinico. L’approccio alla medicina tradizionale e alla storia della medicina come presupposti importanti per una corretta sintesi in chiave ebm in termini di costi-benefici e sviluppo di importanti  competenze. Mantenere un legame con enormi bagagli esperienziali clinici del passato, riscoprirli, ristudiarli ed eventualmente riportare in letteratura scientifica tale importante patrimonio culturale tramite studi, revisioni, RCT in chiave moderna. 

“Non ha egli il medico dovere alcuno in quel punto santissimo? egli lo ha , e diviene quasi un mediatore nella lotta tremenda della vita e della morte tra lui (il paziente) e Dio. Ed allora oltre a quella di uomo sapiente, non deve aver fama di puri costumi e di religione? Come avrà egli cura il malato di effondere , sto per dire, l’anima sua nel medico se lo conosce disonesto, insolente? D’onde prenderà egli a confortarlo, se non dalla religione? E come lo potrà se non ne sia convinto egli medesimo? Concludendo adunque: la medicina produce effetti salutari in molti modi quando sia trattata da uomo onesto e sapiente” (prefazione del traduttore Raimondo Pellegrini al testo anatomico di Giorgio Baglivi).5

* un ringraziamento e una menzione alla collega Valentina Carlile per il supporto linguistico alla creazione dell’acronimo per “Classic Movement”

Bibliografia

1- Mann K, Gordon J, MacLeod A. Reflection and reflective practice in health professions education: a systematic review. Adv Health Sci Educ Theory Pract. 2009;14:595–621.

2- Gracey CF, Haidet P, Branch WT, Weissmann P, Kern DE, Mitchell G, et al. Precepting Humanism: strategies for fostering the human dimensions of care in ambulatory settings. Acad Med. 2005;80:21–8.

3- Barrett J., Yates L., McColl G. “Medical Teachers’ Humanistic Perspective on Pedagogy: A New Starting Point for Faculty Development.” J Contin Educ  Health Prof 2016 Summer;36(3):151-6.

4- Cohen MB. The healing hand. Hum Pathol. 2012;43(10):1538–40. 

5- Baglivi G “Opere complete medico pratiche di Giorgio Baglivi”1841; tipografia di Sansone Coen, Firenze

 

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